


Se qualcuno ha bisogno di un Küçük Prens in turco, lo compri ora. E non solo per il prezzo, ma anche perché – come Kaya Genç sottolinea nel suo blog – questa è la prima edizione che finalmente risolve un errore di traduzione radicato per settant’anni. L’errore è accidentalmente appunto in quel capitolo, dove l’autore parla dei turchi, come segue:

«Ho serie ragioni per credere che il pianeta da dove veniva il piccolo principe è l’asteroide B 612. Questo asteroide è stato visto una sola volta al telescopio da un astronomo turco, nel 1909.
Aveva fatto allora una grande dimostrazione della sua scoperta a un Congresso Internazionale d’Astronomia. Ma in costume com’era, nessuno lo aveva preso sul serio. I grandi sono fatti così.
Fortunatamente per la reputazione dell’asteroide B 612, un dittatore turco impose al suo popolo, sotto pena di morte, di vestire all’europea. L’astronomo rifece la sua dimostrazione nel 1920, con un abito molto elegante. E questa volta tutto il mondo fu con lui.»

Il «dittatore turco» è naturalmente Kemal Atatürk, il creatore dello Stato laico della Turchia, che nella sua «Legge del Cappello» del 1925 vietò l’uso del fez, del velo e di altri indumenti tradizionali. Tuttavia i dittatori hanno la strana abitudine di non amare di essere chiamati dittatori. Nella Turchia esiste ancora la legge, che punisce l’offesa contro Atatürk con carcere fino a tre anni. È comprensibile, quindi, se i traduttori hanno finora evitato questo termine.
Ahmet Muhip Dıranas, il traduttore turco di Baudelaire, che nel 1953 per primo tradusse Il piccolo principe per la rivista Çocuk ve Yuva (Bambino e Casa), fondata per sostenere i bambini orfani dei soldati della prima guerra mondiale, cercò di prevenire il dispiacere degli orfani, che a quel tempo erano già oltre quaranta, nel modo seguente:
«Fortunatamente i turchi hanno cominciato di vestirsi come gli europei, in seguito alle direttive di un grande leader…»
La traduzione prossima, preparata nel 1995 da Tomris Uyar e Cemal Süreya, lo formula in una maniera leggermente diversa:
«Un giorno, un leader turco perentorio ha pubblicato una legge: d’ora in poi tutti devono vestirsi da europei, e gli altri condannati a morte.»
La traduzione del 2015, scrive Kaya Genç, già rende esattamente la frase originale franceses. «Nessuna denuncia si è ancora registrata», conclude il suo post. Tuttavia, nella realtà non è esattamente così.

Una protesta ufficiale è stata fatta contro il libro, e non dall’esercito chiaramente laico, neanche da qualche impegnato fan club di Atatürk. Il sito del sindacato turco dei lavoratori d’istruzione e scienza ha pubblicato la richiesta di rimuovere il libro, che contiene la parola vietata, dalla lista dei libri consigliati per la scuola dal Ministero della Pubblica Istruzione.
I dittatori hanno la mano lunga, e cercano anche da lontano di prevenire che le cose siano chiamati ciò che sono. È appunto così che si rivelano di essere ciò che sono.

Chi ha scritto questo articolo evidentemente non sa nemmeno chi sia Ataturk. Se la Turchia è diventata una repubblica laica è grazie a lui. Non credo sia giusto definirlo "dittatore"; non paragoniamolo a Mussolini, che è stato il peggio. Grazie.
RispondiEliminaEra lo stesso Saint-Exupery a nominarlo così. Io l’ho solo citato. La colpa è sua.
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