Arnošt Hofbauer (1869-1944): Invito alla lettura di Hana Kvapilová (1860-1907) presso il Club Giovani di Praga, 1899
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lunedì 10 agosto 2015
Transizione: Per poetesse, su biglietti d’invito
Arnošt Hofbauer (1869-1944): Invito alla lettura di Hana Kvapilová (1860-1907) presso il Club Giovani di Praga, 1899giovedì 18 dicembre 2014
Capodanno a Praga

Il programma dettagliato del nostro viaggio di Capodanno a Praga è stato finalmente composto. Per un inizio fortunato e simile continuazione dell’anno nuovo, partiamo subito dopo essere recuperati dalla notte di Capodanno, e nel fine settimana dal 2 al 4 gennaio vedremo tutto ciò che Sir Thomas Howard, ambasciatore del re inglese, e il suo segretario William Crowne hanno visto nel loro viaggio del 1636. E anche molto di più, tutto ciò, che le seguenti quasi quattro secoli hanno aggiunto a Praga.
In questa prima occasione della nostra serie di urban explorations a Praga camminiamo attraverso il centro storica, casa per casa: la Città Vecchia, con particolare attenzione all’ex quartiere ebraico, il Quartiere Piccolo, le strade sotto il Castello, il mondo poco conosciuto di Pohořelec e Nový Svět. Il nostro focus sarà la struttura e i cambiamenti storici dei quartieri della città, la medievale «Via Reale» dalla Torre delle Polveri al Hradčany, le storie delle case medievali e rinascimentali, la pianificazione urbana su larga scala alla fine dell’Ottocento e inizi Novecento, e i luoghi della vita commerciale, letteraria e sociale, con particolare attenzione agli abitanti tedeschi ed ebrei scomparsi. Nel quartiere ebraico – l’attuale quartiere di palazzi attorno alle vie Parížská e Široká – ricostruiamo la scomparsa struttura secolare, storia e vita con l’aiuto di mappe, foto e resoconti dell’epoca. Naturalmente, ovunque il nostro percorso lo porta così, non taciamo sui temi previsti per le seguenti passeggiate: gli edifici dell’architettura moderna inizio Novecento, i luoghi dell’occupazione nazista e sovietica, o della vita letteraria e culturale del tardo Novecento. E siccome probabilmente farà freddo, spesso ci sediamo in alcuni caffè, pub e ristoranti tradizionali, dove scopriremo la storia e l’offerta del luogo. E ciò che fu perso dai tempi di Sir Thomas Howard e William Crowne, risusciteremo con vecchie fotografie e disegni.
Ho già prenotato l’alloggio per chi si è già iscritto, ma per un breve periodo si può ancora associarci a wang@studiolum.com. La quota di partecipazione è di 110 euro (due notti in hotel a quattro stelle con prima colazione + guida), supplemento camera singola 40 euro. Coloro che prima del 1914 hanno mancato di visitare la Praga da allora scomparsa, ora lo possono recuperare.
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lunedì 24 novembre 2014
Anniversario di velluto
Tutta la settimana c’erano commemorazioni a Praga. Prima di tutto in piazza Venceslao, dove lunedì, il 17 novembre migliaia si sono riuniti (e anche protestato contro il presidente Miloš Zeman), e continuamente si accendono le candele presso la statua di San Venceslao e al lapide memoriale di Jan Palach.

Nel settimanale Respekt una selezione si è pubblicata delle foto fatte venticinque anni fa da Karel Cudlín, ex fotografo personale del presidente Václav Havel.

La stretta interconnessione degli eventi del 1989 è illustrata dalla mostra nel monumento nazionale di Vítkov su come i tedeschi dell’Est fuggiti a Praga furono autorizzati a andare all’Ovest nel settembre del 1989, il quale, insieme con l’apertura delle frontiere dell’Ungheria, contribuí alla caduta del muro di Berlino, e questa poi al successo delle proteste di Praga.

Le librerie sono state inondate con biografie e album fotografici di Václav Havel. Nella Lucerna, il rappresentativo passaggio culturale e palazzo di cinema accanto a piazza Venceslao, si è organizzata una settimana di film intitolata «Festival della Libertà», che si è solennemente conclusa con il premier del primo film sulla vita del presidente Havel: Život podle Václava Havla, «La vita secondo Václav Havel». Il film, realizzato in collaborazione dalla Televisione Ceca e il canale franco-tedesco Arte, era composto da Andrea Sedláčková da duecento ore di film documentari e diverse foto di famiglia. Esso segue la vita di Havel dalla sua infanzia – anzi, dalla vita dei nonni –, attentamente bilanciata e cosmeticata, pulita da ogni elemento di disturbo, e levigata. Il film, che secondo la recensione iuttosto negativa, ma giusta si è fatto «per le scuole, per l’anniversario, e per il pubblico straniero», produce una biografia canonizzata del gran presidente per la posterità. Non è un caso, che il premier si è svolto nella Lucerna, costruita dal nonno del presidente, Vácslav Havel – uno dei più importanti imprenditori di costruzione di Praga all’inizio del ventesimo secolo –, e ora in proprietà della seconda moglie del presidente, Dagmar Havlová (i cui meriti sono debitamente sottolineati nel film). Da ora in poi, questo sarà il passato.

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domenica 23 novembre 2014
mercoledì 1 ottobre 2014
Sotto Vyšehrad
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Inizio d’autunno, il cielo è grigio, ma il pomeriggio è ancora caldo, e le strade laterali sono tranquille. Mi ritrovo sotto Vyšehrad, il secondo castello di Praga, che signoreggia su una roccia sopra il luogo dove il torrente Botič si unisce al fiume Moldava.Cammino lento sul lungofiume, sono per lo più da solo, salvo per i cigni affamati che nuotano avidamente verso di me, apparentemente nella speranza di qualche cibo. Ma non ho nulla da dare, ho solo la mia macchina fotografica.

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venerdì 12 settembre 2014
Evviva, la scuola!
Anna conta bene, presta attenzione a tutto. Quando finisce il conteggio, gioca con l’uccellino sulla mano. Il cagnolino comincia ad abbaiare, perché nessuno vuole giocare con lui. Ma Zdenka deve ancora continuare a contare. La Množilka v obrazech, cioè Tavola di moltiplicazione illustrata, pubblicata nel 1890 a Jindřichův Hradec, mostra nello spazio di scatola delle Annunciazioni olandesi del Cinquecento la Jungfrau che gioca con l’uccellino. Zdenka è probabilmente ostacolata nel conteggio dalla filatura da finire.
L’abecedario pubblicato nel 1903 a Praga era probabilmente l’unico strumento dell’insegnante rurale, che ha annotato calligraficamente nei larghi margini i testi da dettare, le note delle canzoni da insegnare, e anche tali piccole note sotto le immagini, come non dimenticare di spiegare perché non c’è k alla fine di v klobouce (nel cappello), e perché c’è una alla fine di u klobouku (al cappello).
Nella testata dell’orario per l’anno 1923-1924 della scuola comunale di Líšná i due più grandi educatori cechi, J. A. Comenius e – sicuramente non l’avrebbero pensato – T. G. Masaryk sollecitano i piccoli cecoslovacchi: «Essere saggio – tutto passa per questo», e «L’educazione è per tutti». La maggior parte delle lezioni erano scrittura e lettura, conteggio e grammatica. Due volte alla settimana religione (cattolica e «cecoslovacca», che si riferisce alla Chiesa Hussita Cecoslovacca, creata nel 1919, insieme con il nuovo stato), e tre volte educazione civica, che dimostra bene l’importanza del nuovo stato.
Gesundheit und Nächstendienst, salute e servizio del prossimo. Nel 1937, nella scuola di Opava/Troppau anche la più piccola sa, come lavarsi i denti. Lei lo spiega agli altri, i quali, con uno spazzolino da denti e un bicchiere nella mano, non vedono l’ora di provarlo anche loro, seguendo le figure della Zahnhygienische Wandtafel.
Altri ragazzi vanno a fare una passeggiata. Non in qualsiasi modo, ma in un ritmo. Trompeter werden wir, im Takt marschieren wir. Saremo trombettieri, marceremo in un ritmo. Durch das Dorf marschieren wir. Marciamo attraverso il villaggio. I ragazzi marciando con bandiere con la svastica e le rune delle SS sono salutati dai passanti, e le ragazze offrono fiori a loro, appunto come nel 1938 a Asch e Machendorf. Nell’edizione del 1939 di Praga del Hirts Schreiblesefibel, popolare in tutto il Reich.
Altrove anche le lettere vanno a fare una passeggiata. Sulle pagine del Kulihráškův národní slabikář. Veselá knižka pro nejmenší čtenáře a jejích maminky (Abecedario nazionale di Pisellino. Un libro allegro per i lettori più giovani e le loro mamme), pubblicato nel 1940 nella Praga occupata, ciascuna lettera è una personalità differente, con scopi decisi. Le avventure della lettera p. I ragazzi camminavano sulla strada polverosa. Lì c’era anche p. Ha chiesto a loro: Dove andate? Andiamo a Praga! Anch’io vado con voi, ha detto p. E così è partito. Quando è arrivato a Praga, ha guardato tutto. È anche salito nel Hradčany con i bambini. Praga si è aperta davanti ai suoi occhi. Gli occhi di p sono diventati tondi per lo stupore. Non aveva mai visto nulla di simile bellezza. Lo guardava affascinato, ha anche dimenticato che era fuggito dall’abecedario. [Questa è l’unica frase senza una lettera p.] Era lì che Pisellino l’ha trovato. Guardavano Praga insieme, e dissero: «È meravigliosa la nostra Praga!»
Anche nella pittura Nuovo allievo nella scuola, eseguita intorno al 1820, ciascuna figura è una personalità differente, con scopi precisi. L’insegnante guarda con entusiasmo al cesto pieno in fronte a lui, all’oca, la pagnotta e le bottiglie di vino, il regalo tradizionale per gli insegnanti (cf. il modo di dire non ho comprato il mio certificato/licenza/diploma per un’oca). L’attenta madre con un sorriso convincente punta allo stesso con la mano destra, mentre con la sinistra spinge avanti, nella benevolenza del maestro, il ragazzo spaventato. Il ragazzo saluta l’insegnante con il cappello alzato al petto, ma con gli occhi già sembra di essere controllando i suoi futuri compagni di classe. I compagni di classe stanno evidentemente valutando il contenuto del cesto, e probabilmente traggono conclusioni anche rispetto allo stato sociale del nuovo alunno. Solo la testa spuntandosi da dietro la gonna della madre contempla la scena serenamente e senza interessi, o forse è in un posto tutt’altro nei pensieri.

La mostra del Museo Comenius a Praga presenta l’inizio dell’anno scolastico nella Boemia durante più di un secolo, con l’aiuto di abecedari, fotografi e arredi scolastici. Lo spazio a volta medievale è stato arredato come una classe, con vecchie panchine, e lavagne di lettura e conteggio. Persino una piccola studentessa impagliata si è esposta sotto vetro, un’ultimo rappresentante di una razza sull’orlo della scomparsa.

E il tableau finale illustra con le foto del primo giorno di scuola di tre generazioni ceche – 1906, 1920, 1955 – l’applicazione pratica degli oggetti presentati.

Passeggiando per la mostra, due cose diventano evidenti. L’una è, quanto gli accessori dell’inizio della scuola sono rimasti più o meno uguali nell’ultimo uno e mezzo secolo: abecedario, orario, panchina, zainetto. E l’altro è, con quanta precisità questo set puritano e conservatore è in grado di riflettere lo spirito attuale del periodo e della politica. Su cui i genitori dei principianti della scuola di oggi potrebbero dire molto di più.
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