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mercoledì 16 marzo 2016

Transizione: Da mare a mare

Uccello in cornice ornamentale bizantina. Venezia, Piazza San Marco, 12-13º secolo

Uccello in cornice ornamentale armena. Venezia, Isola San Lazzaro, monastero armeno, MS 1159, 12-13º secolo

mercoledì 18 marzo 2015

Disgelo


Ieri, quando mi sono svegliato, ho sentito il grido della prima rondine. Mi sono affrettato ad aprire la finestra, ma se ne era già andato. Non l’ho sentito di nuovo, ma questo significa, che da ora in qualsiasi momento il cielo sarà riempito dei loro gridi e zigzag. In Islanda, non lontano da questo lago, ci siamo imbattuti in una spiaggia, dove migliaia di sterne artiche hanno posto il nido. Questi uccelli vanno e vengono da un circolo polare all’altro. È l’animale più itinerante della Terra. Di solito vola 80 mila chilometri all’anno.

Le rondini e sterne sono occupate di un continuo gridio, esse chiacchierano come se avessero molte cose urgente da dirsi. I viaggiatori hanno sempre molto da dire. Se no, non hanno viaggiato. L’ambasciatore olandese ha passato diverse sere raccontando al re di Siam delle meraviglie del suo lontano paese, abbondantemente adornando la sua storia su com’è quel paese, tanto piatto e tanto vessato dal mare, come si costruiscono le loro case, come preparano i loro tessuti, come si tingono i loro abiti, sulle cerimonie sociali e riti religiosi. Gli ha anche detto che «nel suo paese l’acqua diventa tanto dura a volte, nella stagione fredda, che la gente camimna su di essa, e potrebbe tenere anche un elefante, se ce ne fosse uno. Al che il re rispose: ʻFinora ho creduto le cose strane che mi hai detto, perché ti ho considerato un uomo sobrio e onesto, ma ora sono sicuro che mi menti.’» *

I viaggiatori devono essere molto attenti a non mentire quando parlano di ciò che hanno visto.


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Le foto sono state scattate alla foce del ghiacciaio Breiðamerkurjökull, al lago Jökulsárlón, Islanda

mercoledì 31 dicembre 2014

Corvi

L’inverno è plumbeo, il sole è oscurato da dense nubi lattiginose. La giornata è breve, appena un battito di palpebra celeste. La vita si restringe, si volge verso l’interno, s’inviluppa in se stessa, rinsecchita da un freddo spaventoso, senza amore.

Quando ci troviamo al fine anno, ci chiediamo se abbiamo succhiato tutta la dolcezza di ogni giorno, se abbiamo trovato abbastanza momenti degni del nostro album personale? Be’, forse di tali momenti non si può mai trovare abbastanza.

I freddi venti d’inverno e la voce rauca dei corvi che si raccolgono, portano a portata d’orecchio l’agonia dell’anno che passa. Ma non importa, quanti frutti maturi ne abbiamo raccolto, un anno più giovane, più ansioso aspetta oltre la soglia, pieno di possibilità che non possiamo prevedere.


domenica 23 novembre 2014

Gabbiano


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martedì 3 giugno 2014

Malinconia del pomeriggio


qui di fronte nel cortile
chi lo scopre per primo



lunedì 31 marzo 2014

Uccelli urbani


Già il gufo che guarda la strada alla luce del giorno è abbastanza sconcertante all’androne del Platýz, ma tre case più avanti, a 37 Národni třída diventa innegabile: i portici di Praga sono stati invasi dagli uccelli che si stanno assimilando al modo di vita urbano.



Il piccione, che ha posto il suo nido sui cavi per tendere il filo del tram, subito dopo le punte che tengono lontano i piccioni, cerca di far finta come se fosse solo un altro dai numerosi gag di Praga, ma dopo alcuni minuti di fotografare comincia di guardare nervosamente da un lato all’altro. Non potrei perdonarmi se spezzassi una catena evolutiva tanto promettente, quindi vado per la mia strada.




venerdì 9 agosto 2013

Rivelatore


Abbiamo un canarino. Giallo classico, come nel cartone animato – anche un gatto nero appartiene a lui, un altro rifugiato, ma questa è un’altra storia. L’uccello è stato portato l’autunno scorso da Gabriel da un magazzino non riscaldato nello stabilimento industriale dove lavorava a quel tempo.

Era in cattive condizioni, solo stava arroccato sulla sua asta, ha anche iniziato a gettare le piume. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo, e l’uccello lentamente si è ripreso. Le piume si sono rincresciute, belle lucide, e quando lo abbiamo rilasciato dalla gabbia, non solo balzettava stupidamente sul pavimento, ma volava normalmente dal lampadario al manico della finestra, vigorosamente e molte volte, come un atleta che nell’inverno disperatamente allena al coperto. Ma per lungo tempo non cantava ancora.

Lo ha cominciato in primavera, cantando prima dell’alba con gli uccelli da giardino in cerca di compagna. Visto che dormiamo con la finestra aperta, non sapevamo con certezza se sentiamo lui o quelli di fuori. Un po’ più tardi cantava anche durante il giorno, quando gli altri uccelli hanno cominciato fuori e pensava di essere solo – se ci ha visto, ostinatamente taceva. Si è rilassato lentamente, proprio come questa primavera è arrivata lentamente qui in Inghilterra, abbiamo già pensato che l’estate non fosse mai arrivato, abbiamo quasi congelato nel vento frizzante del tardo maggio che non voleva placarsi. Ma l’uccello sapeva qualcosa, perché è diventato più allegro di giorno in giorno.

Il grande passo in avanti è stato portato dalla radio: ha iniziato a cantare con la musica. La musica classica dell’Ottocento era certamente il suo favorito, qualsiasi cosa che trasmetteva emozioni esuberanti – i valzer di Strauss, arie, marce, ma non era troppo esigente in stili, amava anche gli chansons francesi, il lounge e lo jazz. Ma non il drum’n bass. Si è unito agli esercizi di tromba mattutini di Sara, il che non è sorprendente, perché lei la tocca già bene.

Più tardi abbiamo notato che ha esteso i confini concettuali della musica. Ha iniziato a cantare quando i bambini ridevano a voce alta sul film che stavano guardando. Cantava, quando nella scuola vicina c’era pausa di mezzogiorno, e lo strepito dei bambini si sentiva attraverso la finestra aperta, o se il sole è uscito un po’. Poi si è scoperto che lo spruzzo dell’acqua di rubinetto, o anche il rumore della lavastoviglia è musica, perché li ha anche accompagnati.

Ora già stiamo attenti. Come è obbligatorio, abbiamo già un rivelatore di fumo e uno di monossido di carbonio in cucina, e ora c’è quest’uccello, che rivela se c’è qualcosa che è musica. Forse anche questo potrebbe essere reso generale.