mercoledì 9 dicembre 2015

Da Maiorca a Alghero

Alguer/Alghero, Via di Maiorca

Veramente Maiorca! vedi: Electri city

«La scuola della lingua algherese, nel servizio dell’identità di Alguer. Chi non apprezza la sua lingua, non ama la sua patria!»

Ci sono paesi che sono separati dal mare. E ci sono altri che sono collegati dal mare. L’infinita superficie d’acqua che per noi, gente di terraferma significa il limite del mondo abitato, è per loro il mondo abitato stesso, con una fitta rete di strad. Le loro città voltano le spalle alle montagne ostili, sono aperte verso il mare, si guardano l’una l’altra dalle sponde opposte del mare. Come la vecchia Grecia, la vecchia Cartagine, la vecchia comunità veneto-dalmata. E la vecchia Catalogna.


Sulla mappa l’ex impero marittimo catalano si è ridotto notevolmente. Non include più la Sicilia, né Provenza, Napoli o Malta, tanto meno il Ducato di Atene. Ma c’è ancora una piccola macchia gialla da qualche parte all’est, in un angolo della Sardegna, che rende ancora questo mondo rotondo, e gli permette di dimostrare la sua natura marittima. Questo è Alghero, in sardo Alighèra, nel dialetto locale del sardo Liera. In catalano, Alguer.

Alghero, da qui

Nel medioevo le due grandi potenze marittime, la Catalogna e il suo successore, il regno d’Aragona, e Genova combattevano per secoli per la supremazia sul bacino orientale del Mediterraneo. Il porto di Aleguerium, questo magnifico posto di controllo fu conquistato nel 1353 dai catalani dai Doria di Genova, e fatto un punto d’appoggio catalano. Come la prima descrizione della Sardegna scrive sulle lingue parlate nell’isola nel 1759, due generazioni dopo che Sardegna fu trasferito dalla Spagna sotto il dominio piemontese:

«Li linguaggi in uso nella Sardegna sono il Sardo, che è la lingua naturale del Paese, il Castigliano, e il Catalano. Il primo è commune ad ogni ordine di persone essendo il primo che imparasi. Egli è difficilissimo a scrivere che perciò presentemente si parla solamente. Tutte le persone Colte parlano il Castigliano, e questo insegnano ai loro figliuoli. In questo si scrivono tutte le lettere, e si fanno tutti gli atti giuridichi, Scritture, Contratti e tutto quello in somma che scriver devesi. Il Catalano poi non è lingua comune ma solo propria degli Algheresi ed in uso nella maggior parte de’ Monasteri di Monache.»

Il dialetto locale del catalano è tuttora una lingua ufficiale nella città, insieme all’italiano. È la lingua madre di un quarto della popolazione, ma praticamente è parlata da tutti. Sulle mappe della zona di lingua catalana appesa nelle scuole e università in Catalogna, Valencia e Maiorca, con orgoglio e nostalgia fiorisce il piccolo puntino rosso sulla punta della Sardegna, come ricordo della passata grandezza e segno della comunità. Come ne canta la grande cantante catalana, Maria Del Mar Bonet – da cui abbiamo spesso citato – nella sua canzone Desde Mallorca a L’Alguer, Da Maiorca a Alguer:


Maria Del Mar Bonet: Desde Mallorca a l’Alguer (2003, video qui)

Des de Mallorca a l’Alguer
els mocadors dels vaixells
van saludant-se a ponent,
les oliveres al vent,
antiga boira del cel,
fent papallones de verds.

Des de Mallorca a l’Alguer
la lluna diu cada nit:
«es mor la mar lentament».
El sol respon als matins:
«el foc avança roent,
per les muntanyes que veig».

Des de Mallorca a l’Alguer,
des de l’Alcúdia a l’Albuixer,
des de Maó a Cadaqués,
des de Montgó a es Vedrà,
des de Talltendre a Queixans,
de Porqueroles a Calp,
des de Mallorca a l’Alguer,
des de Dalt Vila a San Joan,
des de Tabarca a Forcall,
de Ciutadella a Llançà,
d'Espalmador a Alcanar,
de Torreblanca a Malgrat,
des de Mallorca a l’Alguer.

Vella remor de la mar:
les illes s’hi van gronxant,
i avui s'agafen les mans
des de Mallorca a l’Alguer.

Els mots que canta la gent:
vives paraules que entenc,
que tots parlam es mateix.
Da Maiorca a Alghero
i fazzoletti delle barche
si salutano al tramonto
ulivi nel vento
farfalle verdi nell’antico
foschia del cielo.

Da Maiorca a Alghero
la luna dice ogni notte:
«il mare sta lentamente morendo».
Il sole risponde al mattino:
«il fuoco rosso scoppia in avanti
fino alle montagne all’orizzonte».

Da Maiorca a Alghero
da Alcúdia a Albuixer
da Maó a Cadaqués
da Montgó a Vedrà
da Talltendre a Queixans
da Porqueroles a Calp
da Maiorca a Alghero
da Dalt Vila a San Joan
da Tabarca a Forcall
da Ciutadella a Llançà
da Espalmador a Alcanar
da Torreblanca a Malgrat
da Maiorca a Alghero

l’antico mormorio del mare,
le isole ondeggiano su di esso
si danno la mano a vicenda
da Maiorca a Alghero.

Le parole cantate dalla gente
sono parole vive che capisco
perché parliamo nello stesso modo.

Il Golfo di Alghero visto dalle montagne sarde

alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1 alguer1

«La città di Alghero al chiaro della luna, amico mio…» Particolare dal poema di Salvador Espriu Per a una suite algueresa, inciso su un obelisco nel vecchio porto

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